al me di domani      

pensieri passivi     

tremando sul bordo    

delirio notturno     

stasi nella fiaba    

vortici              

 

queste sei canzoni sono collegate tra loro.. raccontano una "quasi storia".

clicca sull'immagine per visualizzare o scaricare la copertina del demo realizzata da Teresa Cutaia.

 

mattolinimusic

 

 

valerio antoni - basso

alessio bertini - chitarre e voce

sandro macelloni - tastiere e cori

marco "pube" puccetti - batteria

 

 

kamala - nome e non solo

 

 

pezzi nuovi

ampliamento repertorio

 

 

21/10 ex-marzotto (PI)

24/09 rebeldia (PI)

 

 

?

 

 

neltempiodikamala@libero.it

 

 

 

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lunedì, 28 febbraio 2005


Le prove di ieri e di oggi sono andate da Dio.  Abbiamo suonato la scaletta di fila per ore e piano piano sta andando perfezionandosi. Certo non sarà mai impeccabile, dovremmo imparare a suonare prima, ma il livello attuale basta già per farci godere tantissimo. Sabato era ospite Mirko Costa, noto ingegnere informatico (noto soprattutto per il supporto computeristico a noi andicappati con tutto ciò che non sia un abaco), uno degli amici più critici. Per la prima volta ha approvato in blocco le canzoni. Grazie della gioia Mirko. Oggi sono venuti a trovarci Matteo (noto chitarrista e cantante dei dissonance), Pippo (conquistiamo la collina), e Irene (grande ballerina). Diciamo che dal terzo ascolto della scaletta hanno cominciato ad accusare segni di stanchezza e a invocare antidepressivi, ma dopo il primo ascolto erano abbastanza compiaciuti, e c'è persino chi giura di aver sentito un "che bravi..", voce poi smentita subito dopo.  Grazie a tutti della pazienza e dei consigli, sempre e comunque utili, che avete lasciato nel tempio.

Ieri, sulle ultime battute delle prove, el Pube ha schiantato la pelle della cassa. Oggi quindi ha fatto il suo esordio trionfale la nuova fantastica batteria, se pur non ancora completa. Inutile descrivere l'emozione nel sentire NITIDI e ROTONDI i colpi di doppio pedale del nostro fratellone, che ha dato il ben venuto alla piccina nel migliore dei modi: con candele, note, risa e sospiri.

 

scritto alle 00:00

 


venerdì, 25 febbraio 2005


Come ogni Giovedì sera succede, salgo in macchina, porto a casa Irene, vado alle prove. Entro in casa di Marco e vedo degli scatoloni equivoci: grandi, tanti, con scritto "yamaha" sopra. "Pube.. che succede? che sono? Pube?! COSA CAZZO E' QUESTA ROBA?!". Mi conduce nella stanza accanto, il vecchio tempio, dove suonavamo fino a tre anni fa. Davanti a me una batteria nuova, nera, bellissima e costosissima. Dopo 5 anni Marco non suonerà più sulla batteria della plymobil. E' un evento storico, che meritava di essere esposto sul nostro inutile blog. Non è finita qui però, ovviamente. L'ordine del rullante e del timpano è partito tardi, e arriveranno dal Giappone via nave entro due mesi. :(. ora l'attesa sarà ancora più straziante, una bestia nera completa a metà che brama la vita ma che dovrà attendere. Vabè.. abbiamo aspettato cinque anni.. che sono due mesi? 

Intanto procede lo studio. L'esaltazione è quella della mitica estate del 2000, quando nacque questa cazzo di famiglia sacra.  

 

scritto alle 09:51

 


giovedì, 24 febbraio 2005


Ieri sera: Valerio ancora nei postumi della febbre non è venuto alle prove, quindi eravamo in tre. Per la prima volta "over the tour", come ormai viene chiamata, è entrata nel tempio. Marco aveva suonato sul midi ricavato dallo spartito, e l'idea che si era fatto del pezzo non era delle migliori. Ma ovviamente da un midi agli strumenti le cose cambiano, e una volta reso "vivo" questo pezzo strumentale si è dimostrato esattamente come è nato nella nostra testolina malata. Un pezzo dannatamente prog, forse più di tutti gli altri, segno evidente che ci stiamo evolvendo. Per tutte le prove e anche dopo, a oltranza, solito sorrisone ebete stampato in faccia per tutti, simbolo di successo personale nella propria cameretta. Ci siamo esaltati così tanto da decidere addirittura che il 17 monteremo sul palco senza dire una parola. Da veri sboroni. Avremo prove stasera, Sabato pomeriggio e Domenica. Così tanto tempio non ci capitava da una vita. Grazie.

 

scritto alle 10:14

 


martedì, 22 febbraio 2005


Dopo tredici anni la neve a Pisa. Io e San a fare snowboard sull'anfiteatro romano dietro casa di Ire (con lei in versione nuvoletta a prenderci in giro e a fare foto), Valerio a letto con la febbre a 39 e mezzo e Marco a studiare. ecco uno dei tanti scatti della giornata: (ore 6:30 del mattino)

Oltre a questo non è successo molto altro. Abbiamo finito la composizione dello strumentale per il live.. ma più che un overture è diventato un "over the tour" che dentro di sè contiene un po' di robina che finirà nel secondo disco (ma come siamo belli.. hi hi). Per quanto riguarda la storia da mettere nel libretto del demo ci sono stati dei consigli illuminanti di Irene che ho accettato in blocco: rifare tutto con un altro stile, più appropriato per quello della musica. Effettivamente, come lei mi ha fatto capire, l'esemplificazione dei temi non deve avvenire per mezzo di una soluzione formale semplice. deve essere semplice solo il risultato. grazie amore (e poi non dirmi che non sei sprecata per quella musica là... bah! ;) ). Un bacio a tutti, soprattutto a chi, come Irene in primo luogo, continua a stare vicino a kamala e a credere in lei, e nella sua capacità di emozionare. 

 

scritto alle 09:14

 


martedì, 15 febbraio 2005


 Abbiamo deciso. Il 17 Marzo suoneremo al Borderline al concorso per andare al Pistoia blues. Non è stato facile prendere questa decisione, perché ha stravolto un po’ i nostri piani, ma comunque non dovrebbe rallentare il lavoro, anzi il contrario. Abbiamo deciso di presentare tutto il percorso delle sei magiche canzoni, ma avendo solo 30 minuti e avendo già suonato fuori le prime tre molte volte abbiamo deciso per un loro riassunto strumentale, per poi eseguire tutte le ultime tre. "delirio notturno" è finita, e sarà la prima dopo l’intro. Poi "stasi nella fiaba" ultimata da tempo, ma ancora da imparare decentemente, e "vortici" definitivamente compiuta ieri sera, quando ha superato l’ultimo test.

Altre novità: abbiamo pensato di scrivere una storia da mettere nel libretto di questo demo, per spiegarlo in maniera chiara e aiutare l’ascoltatore a fondersi nella storia (sempre che esista qualcuno che abbia la voglia di farlo). Eccola:

"Questa storia parla di un uomo, o di un ragazzo, o di una donna. Ha tutto il necessario, ma non riesce a vivere serenamente le proprie fortune. Ha come l’impressione di essere circondato da un muro immaginario, che lo rende simile a un mimo o a un manichino in una vetrina. Non riesce a difendersi da dei pensieri passivi che lo colpiscono continuamente, e tra mille propositi giusti e forti non riesce mai a scrollarsi di dosso la continua sensazione di viaggiare su un sottilissimo confine tra vita e non vita. Esausto, privo della forza necessaria per affrontare davvero i suoi problemi, si abbandona ad una stupida e sarcastica riflessione sul destino, e di come sarebbe bello potersi sedere per aspettare una soluzione a tutto senza dover mutare davvero le parole in sudore, in autentica azione. Si arrende a se stesso e invoca un sogno, una fiaba, un delirio notturno, affinché possa riposare e trovare la salvezza in un mondo immaginario, per il quale non debba lottare. Si addormenta, e comincia a sognare. Nel sogno la sua angosciante e impotente immobilità diventa una calma vivace, assolutamente priva di paure. Ben presto però si rende conto che tutto ciò non gli appartiene, si rende conto che nei sogni, nelle finzioni, si possono ritrovare comunque delle banalissime bandiere d’orrore, dei pensieri passivi vestiti in diverso ma equivalente modo. Si rende conto che mentirsi non lo porterà a niente, anzi, lo porterebbe a una definitiva estinzione. Allora scappa dalla fiaba. Si sveglia. Esce di casa in un sabato pieno di sole, riempito della sua solitudine e della sua malinconia. Ma qualcosa è cambiato. Ha una coscienza diversa adesso. Comincia a scrutare i passanti, e non solo scopre le loro debolezze e le loro stupidità, ma si scopre come loro. Perfettamente identico a loro. Comincia allora un suo viaggio mentale. Mentre il corpo continua a camminare tra la folla indifferente la sua mente si libera dalle paure e si affronta serenamente, con sincerità e fermezza. Capisce profondamente se stesso e gli altri, trova la verità fermandosi, rompendo l’inerzia con la quale si era mosso fino a quel punto. Avendo finalmente sconfitto i suoi simboli d’orrore, senza averli cancellati, perché sarebbe stato impossibile, ma avendoli capiti e soprattutto ammessi con serenità e sincerità, è finalmente libero di abbandonarsi alla sua visione finale: un vortice di persone con lui al centro, punto focale di una sua svolta e di una sua conquista. Si riscopre come centro del proprio mondo, attraverso la verità, la serenità e l’abbandono dell’odio, fonte di ogni dolore."

 

scritto alle 11:10

 


venerdì, 04 febbraio 2005


Maledetti esami. Tra un Monet e un Picasso io e San abbiamo definito su dei post-it appiccicati all'armadietto porta liquori la nuova strutura di vortici. La sera stessa alle prove l'abbiamo messa in pratica. Funziona. Grazie signor post-it. Ora manca davvero solo la revisione testuale, anche se per mancanza di tempo non abbiamo potuto suonare tutta la sequenza di fila, quindi non possimo sapere se davvero è pronta. Una sola prova a settimana grazie ai crediti formativi universitari mancanti. Sostanziale dispersione di un buonissimo momento di forma. Speriamo solo che tra una settimana, quando sarà tutto finito, questa carica creativa non sia svanita. In questo momento, Valerio sarà sicuramente sul pratino di Agraria a prendere il sole. Marco con un ingegneristico panino al polo B. Sandro è giù che prepara il nostro pranzo. Io in camera sua ad ascoltare System of a Down e a scrivere per dei fan immaginari. Che cazzoni.  Buono studio kamala.

 

scritto alle 12:28