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queste sei canzoni sono collegate tra loro.. raccontano una "quasi storia". clicca sull'immagine per visualizzare o scaricare la copertina del demo realizzata da Teresa Cutaia.
valerio antoni - basso alessio bertini - chitarre e voce sandro macelloni - tastiere e cori marco "pube" puccetti - batteria
kamala - nome e non solo
pezzi nuovi ampliamento repertorio
21/10 ex-marzotto (PI) 24/09 rebeldia (PI)
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cheap thrills
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Le prove di ieri e di oggi sono andate da Dio. Abbiamo suonato la scaletta di fila per ore e piano piano sta andando perfezionandosi. Certo non sarà mai impeccabile, dovremmo imparare a suonare prima, ma il livello attuale basta già per farci godere tantissimo. Sabato era ospite Mirko Costa, noto ingegnere informatico (noto soprattutto per il supporto computeristico a noi andicappati con tutto ciò che non sia un abaco), uno degli amici più critici. Per la prima volta ha approvato in blocco le canzoni. Grazie della gioia Mirko. Oggi sono venuti a trovarci Matteo (noto chitarrista e cantante dei dissonance), Pippo (conquistiamo la collina), e Irene (grande ballerina). Diciamo che dal terzo ascolto della scaletta hanno cominciato ad accusare segni di stanchezza e a invocare antidepressivi, ma dopo il primo ascolto erano abbastanza compiaciuti, e c'è persino chi giura di aver sentito un "che bravi..", voce poi smentita subito dopo. Grazie a tutti della pazienza e dei consigli, sempre e comunque utili, che avete lasciato nel tempio. Ieri, sulle ultime battute delle prove, el Pube ha schiantato la pelle della cassa. Oggi quindi ha fatto il suo esordio trionfale la nuova fantastica batteria, se pur non ancora completa. Inutile descrivere l'emozione nel sentire NITIDI e ROTONDI i colpi di doppio pedale del nostro fratellone, che ha dato il ben venuto alla piccina nel migliore dei modi: con candele, note, risa e sospiri.
Come ogni Giovedì sera succede, salgo in macchina, porto a casa Irene, vado alle prove. Entro in casa di Marco e vedo degli scatoloni equivoci: grandi, tanti, con scritto "yamaha" sopra. "Pube.. che succede? che sono? Pube?! COSA CAZZO E' QUESTA ROBA?!". Mi conduce nella stanza accanto, il vecchio tempio, dove suonavamo fino a tre anni fa. Davanti a me una batteria nuova, nera, bellissima e costosissima. Dopo 5 anni Marco non suonerà più sulla batteria della plymobil. E' un evento storico, che meritava di essere esposto sul nostro inutile blog. Non è finita qui però, ovviamente. L'ordine del rullante e del timpano è partito tardi, e arriveranno dal Giappone via nave entro due mesi. :(. ora l'attesa sarà ancora più straziante, una bestia nera completa a metà che brama la vita ma che dovrà attendere. Vabè.. abbiamo aspettato cinque anni.. che sono due mesi? Intanto procede lo studio. L'esaltazione è quella della mitica estate del 2000, quando nacque questa cazzo di famiglia sacra.
Dopo tredici anni la neve a Pisa. Io e San a fare snowboard sull'anfiteatro romano dietro casa di Ire (con lei in versione nuvoletta a prenderci in giro e a fare foto), Valerio a letto con la febbre a 39 e mezzo e Marco a studiare. ecco uno dei tanti scatti della giornata: (ore 6:30 del mattino) Oltre a questo non è successo molto altro. Abbiamo finito la composizione dello strumentale per il live.. ma più che un overture è diventato un "over the tour" che dentro di sè contiene un po' di robina che finirà nel secondo disco (ma come siamo belli.. hi hi). Per quanto riguarda la storia da mettere nel libretto del demo ci sono stati dei consigli illuminanti di Irene che ho accettato in blocco: rifare tutto con un altro stile, più appropriato per quello della musica. Effettivamente, come lei mi ha fatto capire, l'esemplificazione dei temi non deve avvenire per mezzo di una soluzione formale semplice. deve essere semplice solo il risultato. grazie amore (e poi non dirmi che non sei sprecata per quella musica là... bah! ;) ). Un bacio a tutti, soprattutto a chi, come Irene in primo luogo, continua a stare vicino a kamala e a credere in lei, e nella sua capacità di emozionare.
Altre novità: abbiamo pensato di scrivere una storia da mettere nel libretto di questo demo, per spiegarlo in maniera chiara e aiutare l’ascoltatore a fondersi nella storia (sempre che esista qualcuno che abbia la voglia di farlo). Eccola: "Questa storia parla di un uomo, o di un ragazzo, o di una donna. Ha tutto il necessario, ma non riesce a vivere serenamente le proprie fortune. Ha come l’impressione di essere circondato da un muro immaginario, che lo rende simile a un mimo o a un manichino in una vetrina. Non riesce a difendersi da dei pensieri passivi che lo colpiscono continuamente, e tra mille propositi giusti e forti non riesce mai a scrollarsi di dosso la continua sensazione di viaggiare su un sottilissimo confine tra vita e non vita. Esausto, privo della forza necessaria per affrontare davvero i suoi problemi, si abbandona ad una stupida e sarcastica riflessione sul destino, e di come sarebbe bello potersi sedere per aspettare una soluzione a tutto senza dover mutare davvero le parole in sudore, in autentica azione. Si arrende a se stesso e invoca un sogno, una fiaba, un delirio notturno, affinché possa riposare e trovare la salvezza in un mondo immaginario, per il quale non debba lottare. Si addormenta, e comincia a sognare. Nel sogno la sua angosciante e impotente immobilità diventa una calma vivace, assolutamente priva di paure. Ben presto però si rende conto che tutto ciò non gli appartiene, si rende conto che nei sogni, nelle finzioni, si possono ritrovare comunque delle banalissime bandiere d’orrore, dei pensieri passivi vestiti in diverso ma equivalente modo. Si rende conto che mentirsi non lo porterà a niente, anzi, lo porterebbe a una definitiva estinzione. Allora scappa dalla fiaba. Si sveglia. Esce di casa in un sabato pieno di sole, riempito della sua solitudine e della sua malinconia. Ma qualcosa è cambiato. Ha una coscienza diversa adesso. Comincia a scrutare i passanti, e non solo scopre le loro debolezze e le loro stupidità, ma si scopre come loro. Perfettamente identico a loro. Comincia allora un suo viaggio mentale. Mentre il corpo continua a camminare tra la folla indifferente la sua mente si libera dalle paure e si affronta serenamente, con sincerità e fermezza. Capisce profondamente se stesso e gli altri, trova la verità fermandosi, rompendo l’inerzia con la quale si era mosso fino a quel punto. Avendo finalmente sconfitto i suoi simboli d’orrore, senza averli cancellati, perché sarebbe stato impossibile, ma avendoli capiti e soprattutto ammessi con serenità e sincerità, è finalmente libero di abbandonarsi alla sua visione finale: un vortice di persone con lui al centro, punto focale di una sua svolta e di una sua conquista. Si riscopre come centro del proprio mondo, attraverso la verità, la serenità e l’abbandono dell’odio, fonte di ogni dolore."
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